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Fare della guerra un tabù, farla uscire cioè dalla storia dell¹umanità,
dalle relazioni che legano uomini e popoli, come è accaduto, ad esempio,
qualche secolo fa per l¹incesto o la schiavitù. È questo un obiettivo di un
numero sempre maggiore di persone e movimenti sociali di tutto il mondo,
come dimostra quella che probabilmente è stata la più grande manifestazione
avvenuta sulla terra, il 15 febbraio 2003, quando almeno 110 milioni di
persone si mobilitarono insieme in più di seicento di città per fermare la
guerra annunciata degli Stati uniti contro l¹Iraq.
La storia del movimenti per la pace, che raramente trova spazio nei libri,
si nutre da sempre di eventi culturali, organizzazioni sociali, spazi
pubblici, iniziative di informazione che i grandi media difficilmente
intercettano e raccontano. La prima Fiera nazionale dell¹editoria della pace
e della nonviolenza di Roma, pur essendo organizzata in questa prima
edizione da un gruppo di volontari e praticamente senza finanziamenti (o
forse proprio per questoS), vuole essere un piccolo tentativo per sostenere
quei movimenti per la pace, ormai costituiti da migliaia di persone in tutto
il mondo.
La Fiera vuole infatti favorire l¹attenzione ai temi della pace e della
nonviolenza, attraverso presentazioni di libri, spettacoli, musica,
dibattiti e stand, valorizzando in particolare la periferia che parla a
tutta la città. L¹idea è di riuscire a coinvolgere tutti gli operatori del
settore (editori, autori, giornalisti, distributori, responsabili di
biblioteche e librerie, ma anche di aggregazioni della società civile,
istituzioni ed enti pubblici) che giocano un ruolo fondamentale nella
diffusione culturale e che coniugano la loro attività con la promozione di
culture di pace.
L¹iniziativa romana vuole essere soprattutto un momento di confronto critico
capace di pensare la pace non solo come assenza di guerra, ma come cultura
della nonviolenza, quella cioè che si propone di gestire in modo non
violento i conflitti (come la storia di molti popoli, spesso poco raccontata
dalla grande editoria, dimostra) e di prevenire la trasformazione dei
conflitti in violenza attraverso azioni di carattere culturale, politico e
sociale. Ma nonviolenza è anche un sistema di economia di giustizia, in
grado di mettere in discussione l¹economia liberista che provoca
devastazioni ambientali e sociali ovunque, dimostrandosi spesso un sistema
violento quanto una vera e propria guerra. Un evento di questo tipo non può
dimenticare di affrontare anche i temi più problematici e attuali per le
culture pacifiste, come le tecniche di nonviolenza impiegabili nelle
interposizioni negli scenari di guerra o di conflitti, tramite confronti
aperti, utili e sereni.
Il progetto della Fiera rientra tra le finalità statuarie dell¹associazione
La Strada che, in sintesi, sono quelle di ³contribuire alla valorizzazione
della giustizia sociale, dell¹economia solidale, del rispetto ambientale,
dell¹intercultura e della cooperazione tra singoli individui e comunitಠe
in quelle dell¹associazione DiversaMente, due organizzazioni da anni
impegnate in iniziative culturali e sociali della periferia di Roma.
La proposta vuole dunque favorire il consolidamento della cultura della pace
come valore, ma anche come insieme delle teorie e della pratiche che si
richiamano alla pacifica convivenza tra popoli e culture. In particolare, si
vuole proporre un¹attenzione ad alcune prassi di nonviolenza attiva: dal
commercio equo all¹agricoltura biologica, dalla finanza etica al software
libero, dal riciclo all¹utilizzo di prodotti biodegradabili..
L¹iniziativa vuole diventare un appuntamento annuale importante per la città
e per chiunque interessato ai temi della pace. Questa prima edizione è anche
parte di un progetto più ampio che si propone di incrementare la lettura nei
quartieri della periferia est di Roma attraverso diverse iniziative che
riguardano ad esempio la ³raccolta differenziata del libro², le animazioni
con il ³libro da passeggio², le cene letterarie, l¹apertura di una
biblioteca sociale nel quartiere di Pietralata (quello caro a Pier Paolo
Pasolini), dare sostegno al punto vendita di libri della pace promosso da
ormai tre anni dall¹associazione La Strada presso la bottega del commercio
equo ³Tutti giù per Terra² in via Carlo Caneva 9 a Roma.
Tra gli obiettivi della Fiera, c¹è anche il sostegno alla piccola e media
editoria, alle librerie e biblioteche della città, alla vivace e variegata
società civile locale e alle piccole aziende che oggi si occupano di
multimedialità e che fanno parte di un settore, quello dell¹editoria, che ha
caratterizzato e caratterizza ancora la storia della via Tiburtina (l¹area
industriale nata negli anni Sessanta e Settanta) e del Municipio V. Infine,
seguendo l¹impegno e il modo di proporsi delle associazione promotrici, la
Fiera vuole essere un evento legato al territorio che lo ospita: per questo,
la presenza e la cooperazione con le organizzazioni sociali e le istituzioni
locali è considerato elemento fondamentale per la riuscita dell¹iniziativa.
In particolare, con l¹istituzione locale (il Municipio V) l¹obiettivo è di
favorire la crescita di una cultura della partecipazione e della
solidarietà.
Per tutti questi obiettivi, i promotori della Fiera si augurano che tra
qualche anno la Casa della pace di Roma, a Trastavere, sia sostituita da
decine di altre case presenti in ogni quartiere e la Fiera dell¹editoria
della pace, che da alcuni anni ha già una sua sorella maggiore (il Salone
dell¹editoria di pace di Venezia) sia promossa in decine di altre cittàS. I
promotori della Fiera romana sono disponibili a costruire nuovi ³ponti² con
organizzazioni, amministratori pubblici e case editrici desiderosi di
ripetere l¹esperienza in altre città:
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. (tel. 340
346 06 64).
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